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Tesoro di San Gennaro - Napoli

Via Duomo, 149, 80138 Napoli, Italia

by Lara Kipling
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Overview

Il Tesoro di San Gennaro è composto da straordinari capolavori raccolti in sette secoli di donazioni di papi, re, imperatori, regnanti, uomini illustri, gente comune e facente parte di collezioni uniche e intatte grazie alla Deputazione della Cappella di San Gennaro, antica istituzione laica ancora esistente, nata nel 1527 per un voto della città di Napoli. Oggi il tesoro è esposto nel Museo del Tesoro di San Gennaro, il cui ingresso è accanto al Duomo di Napoli e alla Cappella del Tesoro. Il tesoro è costituito da una serie di collezioni d'arte comprendenti gioielli, statue, busti, tessuti pregiati e dipinti di grande valore, compresi i gioielli che addobbano la statua del Santo. Tra i pezzi più interessanti un copricapo vescovile (mitra) del 1713 dell'orafo Matteo Treglia, in cui sono incastonate numerose pietre preziose (diamanti, rubini e smeraldi) e la collana che circonda il collo della statua. La Mitra è composta di oltre 3700 rubini, smeraldi e brillanti ed era destinata ad ornare il busto reliquario del Santo che fu eseguito in epoca angioina; il valore dell'opera fu di circa ventimila ducati raccolti attraverso sottoscrizioni e donativi che coinvolsero il popolo, il clero, gli artigiani, i nobili ed anche l'imperatore. La collana di San Gennaro è probabilmente il gioiello più prezioso esistente al mondo. Iniziata nel 1679, con ben tredici grosse maglie in oro massiccio al quale sono appese croci tempestate di zaffiri e smeraldi. Attualmente la collana comprende anche altri gioielli di diversa fattura e datazione e di provenienze illustri. una croce donata nel 1734 a Carlo di Borbone, una croce offerta dalla Sassonia, una ciappa in tre pezzi con diamanti e smeraldi, una croce di diamati e zaffiri del 1775 donata da Maria Carolina d'Austria, una spina a forma di mezza luna del 1799 donata dalla Duchessa di Casacalenda, una croce di diamanti e smeraldi donata da Giuseppe Bonaparte, una croce e una spilla in diamanti e crisoliti offerte da Vittorio Emanuele II di Savoia ed altri oggetti ancora. Unica nel suo genere è la pregevole collezione degli argenti (circa 70) che si presenta intatta non avendo mai subito manomissioni a causa di furti ed è per quasi totalità opera di maestri della scuola napoletana. Nell'Archivio storico sono conservate le Bancali con le quali furono pagati la realizzazione di parte di questo tesoro, ma anche interventi pittorici e di manutenzione della Cappella del Tesoro.