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Antro della Sibilla

Strada Provinciale Cuma Licola, 80078 Monterusciello NA, Italia

by Lara Kipling
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Overview

Ma cosa era realmente questo cunicolo? La sede della Sibilla oppure una strutture difensiva? Molti se lo chiedono, ma una risposta precisa non la conosce nessuno. Scoperta nel 1932, la lunga galleria rettilinea a sezione trapezoidale con un andamento nord – sud, fu interpretata dai primi scavatori come il luogo in cui la Sibilla, la profetessa del dio Apollo, riceveva i suoi fedeli e vaticinava in nome del dio. Ma chi era la Sibilla? La leggenda narra che la Sibilla era una giovane donna. Il dio innamorato di lei le offrì qualsiasi cosa purché ella diventasse la sua sacerdotessa, ed essa gli chiese l’immortalità ma si dimenticò di chiedere la giovinezza. Invecchiò quindi sempre più, il suo corpo diventò piccolo e consumato come quello di una cicala. Decisero così di metterla in una gabbietta nel tempio di Apollo, finché il corpo non scomparve e rimase solo la voce. Nell’Eneide, Virgilio parla di una caverna a Cuma, nei pressi del Lago d’Averno, conosciuta come “L’Antro della Sibilla“, dove la Sibilla appunto trascriveva i suoi vaticini su foglie di palma le quali mischiate dai venti provenienti dalle 100 aperture dell’antro erano resi “sibillini”. Questa è la prima interpretazione più fantasiosa della struttura cumana. Altri studiosi invece parlano della “caverna” come un corridoio tagliato nel tufo alla base dell’acropoli e illuminata ad ovest da bracci laterali regolarmente distanziati che corre per circa 100 m parallela al sottostante porto insabbiato. La sua posizione, a difesa dell’ingresso dell’Acropoli ha fatto perciò supporre che si trattasse di un’opera di carattere difensivo costruita tra la fine del IV ed il III sec. a.C. epoca alla quale risale un ampliamento e rafforzamento della cinta muraria dell’acropoli di Cuma. In età romana il piano pavimentale venne abbassato fino all’attuale quota e la galleria fu trasformata in un criptoportico di servizio collegato alla terrazza esterna dell’Acropoli. All’età paleocristiana risalgono alcune tombe a cassa in muratura, collocate sul fondo delle cisterne della zona centrale e l’ambiente con arcosolio e banchine di fronte all’uscita laterale. In età post-classica alcuni bracci laterali vennero utilizzati come cava. Alla luce delle due ipotesi presentate circa la struttura trapezoidale… come interpretarla?