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    Kipling Lara

    Praga, Repubblica Ceca

    03

    May

    2016

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    Villa del Balbianello
    22021 Bellagio CO, Italia - 0.67 Km
    Nessuna immagine da visualizzare

    Alla fine del Settecento, il principale accesso alla Villa era una ripida scaletta a picco sul lago. Ad accogliere gli ospiti un motto inciso sul pavimento del portico aperto sul porticciolo: “Fay ce que voudras (fa ciò che vuoi)”, perfetta descrizione dello spirito di quel “luogo di delizie” La splendida Villa del Balbianello sorge su un suggestivo promontorio a picco sul lago di Como. Salendo fino alla loggia è possibile ammirare infatti il paesaggio del lago in tutta la sua maestosità: da un lato la Tremezzina, che si apre sul cuore del Lario, dall’altro l’Isola Comacina. Si narra che proprio negli ambienti posti simmetricamente ai due lati del porticato (la Biblioteca e la Stanza della musica, oggi Cartografo) Giuseppe Parini abbia composto l’ode “La gratitudine”, dedicata al cardinale Durini. La villa venne costruita nel 1787 su un preesistente monastero francescano dal cardinale Angelo Maria Durini. Alla morte del cardinale, nel 1796 passò in eredità al nipote Luigi Porro Lambertenghi, che ebbe come precettore dei suoi figli Silvio Pellico. In seguito la proprietà venne acquistata da Giuseppe Arconati Visconti che ospitò nel suo salotto grandi intellettuali quali Giovanni Berchet, Giuseppe Giusti e Alessandro Manzoni. Il figlio di Giuseppe, Gianmartino Arconati Visconti, fece apportare miglioramenti al giardino e alla loggia, ma al graduale declino del casato corrispose un graduale abbandono della villa, che per più di trent'anni fu lasciata a se stessa. Villa del Balbianello cadde in stato di abbandono finché un ufficiale statunitense, Butler Ames, la comprò e ne rinnovò il giardino. Nel 1974 venne acquisita dall'esploratore Guido Monzino, erede della famiglia fondatrice della Standa, che la arredò con cimeli provenienti dalle sue spedizioni. Monzino, che morì senza eredi nel 1988, lasciò infine la villa al Fondo Ambiente Italiano, attuale proprietario dell'edificio, che mantiene la villa nelle condizioni in cui la lasciò l'esploratore lombardo.

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