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    Kipling Lara

    Praga, Repubblica Ceca

    05

    May

    2016

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    Treia
    62010 Treia MC, Italia - 0.67 Km
    Nessuna immagine da visualizzare

    L’antica Treia sorgeva sull'area dell'attuale complesso del Santuario del SS. Crocifisso, lungo una diramazione della Via Flaminia che da Septempeda (San Severino) conduceva ad Ancon (Ancona), passando per Auxium (Osimo). Fondata dai Sabini nel 380 a.C., deriva il suo nome da quello della dea Trea-Jana, divinità di origine greco-sicula che qui era venerata; dapprima colonia romana, poi municipio (109 a.C.), raggiunse una ragguardevole estensione urbana e notevole importanza militare. La posizione su una antica strada favorì, nell'alto medioevo, al decadere dell'Impero, passaggi ed incursioni di vari eserciti barbarici che percorrevano la penisola in direzione di Roma. Gli abitanti, per sottrarsi ai continui saccheggi e anche a causa delle mutate condizioni politiche-sociali-ambientali, abbandonarono la città di pianura e si rifugiarono sui tre piccoli colli vicini che permettevano una più facile difesa. La nuova città prese così il nome di Montecchio (Monticulum o Monteclum: piccolo monte), che mutò solo nel 1790, quando Pio VI la eresse al rango di "città", riassumendo l'antica denominazione di Treia. Pur essendo soggetta, come quasi tutte le altre città della Marca, allo Stato della Chiesa, intorno all'XI-XII sec., la città si dette un proprio ordinamento comunale (nel 1157si fa menzione dei due Consoli) ed acquistò una precisa fisionomia: conseguenza fu la costruzione di un imponente sistema difensivo comprendente i tre castelli dell'Onglavina, dell'Elce e del Cassero, la poderosa cerchia muraria e le diverse porte d'accesso. Due episodi bellici di particolare importanza hanno segnato la storia di Montecchio: nell'ambito dei contrasti tra Papato e Impero, la città fu cinta d'assedio una volta nel 1239, dall'esercito di re Enzo, figlio naturale di Federico II, e nel 1263, da quello di Corrado di Antiochia, nipote di Federico II. I due avvenimenti si risolsero positivamente per i Montecchiesi, anzi nella seconda circostanza riuscirono a far prigioniero lo stesso Corrado, che però tornò in libertà, dopo due mesi di prigionia nel castello del Cassero, a causa del presunto tradimento del podestà Baglioni, lasciatosi corrompere dal nemico. Treia, o meglio Montecchio, restò sottoposta, in modo diretto o indiretto e seppure con diverse parentesi determinate dal succedersi dei vari avvenimenti politici, allo Stato della Chiesa fino al 1860, quando, dopo la battaglia di Castelfidardo, la città fu annessa al Regno d'Italia. Nel centro storico troviamo la Chiesa di S. Francesco e quella di San Michele dallo stile romanico mescolato a quello gotico. Nella chiesa gotica di Santa Chiara all'interno si conserva la statua della Madonna di Loreto fatta in legno di cedro del Libano. Da vedere anche Villa Spada (La Quiete) realizzata dall'architetto Giuseppe Valadier, il Santuario Santissimo Crocefisso realizzato da Cesare Bazzani agli inizi del Novecento con all'interno un affresco di scuola umbra del XVI secolo raffigurante S. Sebastiano e sopra l'altare maggiore un crocifisso cinquecentesco di arte locale. Da non perdere è la Torre Onglavina che fiancheggia la cortina muraria e si apre a meravigliosi panorami. All'interno del Museo Civico Archeologico situato nel Convento di San Francesco si conservano numerosi frammenti scultorei, elementi architettonici ed iscrizioni che testimoniano le diverse fasi evolutive della Treia romana e lo stretto legame con l'Oriente, in particolare con l'Egitto. Un'importante evento, uno dei più rilevanti a livello nazionale è la disfida del bracciale che avviene nella città di Treia. La Disfida del Bracciale è una rievocazione storica che si tiene ogni anno durante la prima domenica di agosto dal XIX secolo e si ricorda ancora la stagione d'oro del bracciale con il nobile treiese e grande giocatore: Carlo Didimi. Ricordandolo e celebrandolo, oggi la città ricrea l'atmosfera di quei tempi ricostruendo l'epoca e i quartieri sono , da sempre, divisi per colore, Onglavina (giallo) Cassero (verde) Vallesacco (viola) e Borgo (azzurro). Ogni sera il centro storico viene animato a festa da numerosi spettacoli di musica, animazione e si riscoprono perfino le ricette dell'epoca degustate nelle taverne dei quartieri. La domenica è il giorno dedicato al gioco e il vincitore conserverà il trofeo fino alla nuova edizione. L'origine di questo gioco (palla) viene da molto lontano, fin dall'antica grecia è poi diventato un gioco classico e teatro di sfide famose in questi sferisteri. Il bracciale è parte integrante della storia della città di Treia. In poche parole il gioco consiste nel seguente modo: le squadre sono composte da un battitore, un terzino e una spalla una riserva e un mandarino (personaggio esterno al gioco), ma che ha il compito importantissimo di mandare la palla al battitore prima che prenda la rincorsa dal trampolino per la battuta. Il gioco assomiglia in parte al tennis e il conteggio dei punti è in 15. Ogni partita è divisa in frazioni chiamate trampolini che di solito compongono quattro giochi. Treia è una città dove sicuramente vale la pena di fermarsi per visitare, immersa tra tradizione, memoria e bellezza della storia.

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