Image

Image

Pozzo di San Patrizio

05018 Orvieto TR, Italia

by Paolo ttt
118

Overview

Questa opera idraulica all'origine fu denominata Pozzo della Rocca, in quanto prossima alla rocca Albornoz. Prese poi il nome di San Patrizio perché probabilmente usato, nella seconda metà del Settecento, come "Purgatorio di San Patrizio", in analogia alla cavità sotterranea in cui il noto santo irlandese si ritirava a pregare, e dove gli increduli che si fossero avventurati fino a raggiungere il fondo avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso. L'opera, commissionata a Antonio da Sangallo il giovane nel 1527, fu voluta da papa Clemente VII, più o meno contemporaneamente alla risistemazione del Pozzo della Cava posto sull'altro versante della rupe, per assicurare acqua alla città in caso di assedio. Ultimata nel 1537sotto Paolo III Farnese denota, per le dimensioni e l'accurato impianto progettuale, tutta l'ambizione di essere ricordata come ardua e grandiosa impresa. Si tratta di un'opera sapiente di ingegneria, preceduta da studi a carattere idrogeologico, che indussero sia all'individuazione del sito più adatto per arrivare alla falda argillosa delle sorgenti, sia a rivestire di mattoni, per una migliore tenuta, una parte delle pareti. La parte esterna del pozzo si presenta, sullo sfondo delle colline che circondano la rupe, come una larga e bassa costruzione cilindrica decorata dai gigli farnesiani di Paolo III, con due aperture diametralmente opposte per chi scende e chi sale. L'accesso al pozzo, capolavoro di ingegneria, è garantito da due rampe elicoidali a senso unico, completamente autonome e servite da due diverse porte, che consentivano di trasportare con i muli l'acqua estratta, senza ostacolarsi e senza dover ricorrere all'unica via che saliva al paese dal fondovalle. • Il pozzo, profondo 54 metri, è stato realizzato scavando nel tufo dell'altopiano tozzo ed alto della valle tiberina dove sorge il paese di Orvieto, una pietra abbastanza dura ma che ora sta risentendo, dopo vari secoli, degli scarichi fognari. • Ha forma cilindrica a base circolare con diametro di 13 m. • Gli scalini sono 248, e i finestroni che vi danno luce sono 70. Forse per l'aura di sacro e di magico che accompagna le cavità profonde, o per pura imitazione di modelli cinematografici, i turisti moderni vi gettano monetine con la speranza di tornarvi.