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    Vasquez Agueda

    Siviglia, Spagna

    11

    May

    2018

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    Monastero Benedettino di Polirone
    Piazza Folengo Teofilo, 19, 46027 San Benedetto Po MN, Italia - 0.67 Km
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    La struttura della basilica, che possiamo ammirare oggi, rispecchia l’architettura fondamentale che disegnò il genio di Giulio Romano e che rappresenta il compendio dei momenti salienti della storia e delle civiltà polironiane. Tra il 1540 e il 1545 egli riedificò senza demolire le vecchie strutture romaniche e gotiche adottando soluzioni originali per far convivere diversi stili architettonici creando un interno raffinato ed omogeneo. Romanici sono infatti il deambulatorio e le colonne murate, ma ancora visibili, nel presbiterio, mentre gotici sono il tiburio e le volte. Antonio Begarelli, artista modenese che il Vasari definisce “il Michelangelo della terracotta”, realizza nel 1542 e nel 1559, 32 statue di santi che arredano le navate e ornano gli ingressi delle cappelle laterali. La meravigliosa sacrestia è arredata dagli armadi intagliati, eseguiti tra il 1561 e il 1563, da Giovanni Maria Piantavigna. Nell'ambiente posto tra il transetto e la sagrestia si trova la tomba di Matilde di Canossa, un sarcofago in alabastro sorretto da quattro leoncini di marmo rosso. Il corpo di Matilde non si trova più nel suo sepolcro dal 1633, quando fu trasferito nella Basilica di San Pietro a Roma. All'interno della Basilica si trova anche l'Oratorio di Santa Maria databile tra la fine del XI secolo e la metà del XII secolo, risalente quindi ad un periodo antecedente alla morte della contessa Matilde, per poi essere adattato alla chiesa maggiore nel momento della sua riedificazione (1130), secondo lo schema dell’oratorio di Santa Maria di Cluny. Si pensa che qui sia stata originariamente sepolta la contessa Matilde, in un'urna interrata di fronte all'altare, in corrispondenza del grande mosaico con le quattro Virtù Cardinali. I turisti, nel loro percorso di visita possono ammirare la bellezza dei tre chiostri, quello dei Secolari, quello di San Simeone e quello di San Benedetto: Il chiostro dei Secolari, di cui si possono notare almeno tre fasi costitutive (una fase anteriore al XV secolo, una databile al 1475 e una del 1674) era destinato ad accogliere i pellegrini e i poveri al piano terra (lati est e sud), mentre il piano superiore era dedicato agli ospiti di riguardo. Dal chiostro dei Secolari, attraversando lo scenografico scalone Barberiniano, si accede al Museo Civico Polironiano. Proseguendo sul retro della Basilica, si trova il Chiostro di San Simeone il cui piano superiore era un tempo occupato dall'infermeria vecchia a est, dalla biblioteca e dalla dimora dell'abate a sud, dalle celle-dormitorio dei monaci a ovest e a nord. Al pianterreno invece si trovavano le celle per i monaci di passaggio, la cantina, la sartoria e la calzoleria. Il chiostro, in stile tardogotico, assunse l'aspetto attuale fra il 1458 e il 1480. Sempre a questo periodo sono databili gli affreschi nelle lunette con le Storie di San Simeone, realizzati da artisti forse di scuola fiamminga. Da questo splendido chiostro si accede direttamente alla sala del Capitolo, uno dei luoghi più antichi e importanti del monastero in quanto centro direttivo del cenobio; all'interno è possibile ammirare i resti di tombe di abati del '500. Uscendo dalla sala si può ammirare il chiostro più grande, dedicato a San Benedetto. Ricostruito intorno al 1450 nell'ambito del rinnovamento architettonico di Polirone sostenuto dal commendatario Guido Gonzaga, venne modificato nel lato meridionale a seguito dei lavori di ristrutturazione della chiesa abbaziale realizzati da Giulio Romano.

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