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    Vasquez Agueda

    Siviglia, Spagna

    11

    May

    2018

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    Sinagoga di Sabbioneta
    Via Bernardino Campi, 1, 46018 Sabbioneta MN, Italia - 0.67 Km
    Nessuna immagine da visualizzare

    La Sinagoga di Sabbioneta, luogo di culto e di riunione della comunità ebraica della città, fu edificata nel 1824, probabilmente su progetto dell'architetto Carlo Visioli (nato a Sabbioneta nel 1798). Nel 1840 furono eseguiti gli stucchi della volta dall'artista svizzero Pietro Bolla. L'attuale Sinagoga ne sostituì un'altra più antica, situata nello stesso staile. La decisione di edificare questo tempio fu adottata dai 113 ebrei qui residenti nel 1821 come rivendicazione di autonomia di fronte alla proposta del governo austriaco di unirsi amministrativamente alla comunità mantovana. Fu scelto questo luogo in seguito alla donazione di Salomone Forti, proprietario dello stabile, di alcuni ambienti di questo edificio. Dopo un lungo periodo di abbandono, il restauro della Sinagoga, a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali e Architettonici di Brescia (con il contributo finanziario della Pro Loco di Sabbioneta), è stato ultimato nel 1994 ed ha permesso la riapertura dell'edificio al pubblico e al culto (il tempio è utilizzato dalla comunità ebraica di Mantova che ne è proprietaria). Della vecchia Sinagoga era stata conservata, fino al 1970, l'Arca Santa che ora è stata trasferita a Gerusalemme. Descrizione del tempio L'edificio in cui è situata la Sinagoga, che si integra perfettamente con il carattere cittadino, faceva parte di un gruppo di case abitate da ebrei (a Sabbioneta non è mai stata attuata l'istituzione di un ghetto). Il Tempio venne realizzato nella parte superiore dello stabile per rispettare il precetto per il quale tutte le sinagoghe devono trovarsi sotto la volta celeste, e non devono avere nulla al di sopra se non il cielo. La sala di preghiera è preceduta da un atrio a forma rettangolare. L'interno, anch'esso di pianta rettangolare, conserva un aspetto solenne; la bimà (temà) si trova sulla parete orientale; l'arredo è ancora costituito dagli antichi banchi di legno, mentre la zona dell'Aròn, cui si accede per un bel cancelletto di ferro battuto, ha tuttora l'aspetto prezioso che dovette caratterizzare i tempi in cui la comunità raggiunse il massimo splendore. L'Aròn, ai lati della quale pendono due lampade, è circondata da due colonne con capitelli corinzi ed è sormontata da un timpano con una scritta dorata in caratteri ebraici. Sul lato opposto altre colonne sostengono il sovrastante matroneo (spazio di preghiera riservato alle donne) posto al piano superiore, sopra l'ingresso, schermato dalla sala da una austera grata di legno. Le pareti sono rifinite a stucco finto marmo di diversi colori. In ciascuno dei lati lunghi del salone sono disposte tre porte, una reale e due dipinte. Le finestre del lato sinistro guardano su un cortile interno, quelle sul lato destro, sono finte. Di particolare fattura, impreziosito dagli stucchi, il soffitto da l'impressione di un telo. La volta è sostenuta da una serie di lesene alle pareti e da quattro colonne che alludono al tempio di Salomone.

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