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Duomo di Orvieto

Piazza del Duomo, 05018 Orvieto TR, Italia

by Lara Kipling
99+

Overview

La posa della prima pietra, benedetta da papa Nicola IV e calata nell'area della vecchia chiesa cattedrale di S. Maria e di quella capitolare di S. Costanzo, risale al 1290. Il progetto iniziale, elaborato dal primo architetto del Duomo, rimasto sconosciuto, prevedeva una pianta basilicale a tre navate con sei cappelle laterali semicircolari per lato, transetto voltato a crociera e non sporgente e abside semicilindrica. Edificate le navate ed il transetto, quando l'apparato murario era giunto al livello d'imposta del tetto, si verificò un momento critico per il cantiere, risolto con la chiamata ad Orvieto di Lorenzo Maitani. Ufficialmente giustificato dalla presunta instabilità delle pareti del transetto, in realtà l'intervento dell'architetto senese travalicava l'ambito puramente tecnico ed esprimeva un profondo mutamento del gusto e del programma artistico, che affondava le sue radici nel contesto più ampio della storia politica e sociale della città. Alterando l'armonica unità e continuità dell'architettura primitiva del Duomo, il Maitani costruì le inutili e "antiestetiche" strutture di sostegno: contrafforti, speroni, archi rampanti e, dopo aver concentrato la sua attenzione sulla decorazione della parte inferiore della facciata, ne modificò la parte superiore progettando la soluzione tricuspidale. l'impianto originario della cattedrale fu ulteriormente modificato dalla sostituzione dell'abside semicircolare con l'attuale tribuna quadrata (1328-1335); tra il 1335 e il 1338 fu voltato il transetto e successivamente, negli spazi ricavati tra i contrafforti e i rampanti, furono erette la Cappella del Corporale (1350-1356), la nuova Sacrestia (1350-1365) e la cappella Nuova o di S.Brizio (1408-1444). Dopo il Maitani, morto nel 1330, numerosi capomaestri assunsero la direzione dei lavori: suo figlio Vitale, Niccolò Nuti (1331-5), Meo Nuti (1337-9), ancora Niccolò (1345-7), Andrea Pisano (1347-8), Nino Pisano (1349), forse Matteo di Ugolino da Bologna (1352-6), Andrea di Cecco da Siena (1356-9), Andrea di Cione detto l'Orcagna (1359-80), cui si deve il rosone, e altri architetti senesi, tra cui Antonio Federighi (1451-6), che introdusse le forme rinascimentali con l'inserimento delle dodici edicole della facciata. Nel 1422-5 fu realizzata la gradinata esterna con marmi bianchi e rossi; circa trent'anni più tardi veniva concluso il corpo di fabbrica dell'edificio con il completamento del tetto della tribuna e delle Cappelle. Le realizzazioni cinquecentesche: nel XVI sec. un'ansia di rinnovamento, rompendo la conformità al progetto trecentesco, determinò una profonda trasformazione del Duomo in chiesa controriformata, secondo i dettami del Concilio di Trento ed il gusto manieristico. La controfacciata e le navate laterali furono decorate con stucchi, affreschi, pale d'altare, tutti elementi previsti, insieme alle statue marmoree disposte in tutta la chiesa, da un programma stilistico ed iconografico unitario elaborato ed eseguito, tra gli altri, da: Raffaello da Montelupo, Federico e Taddeo Zuccari, Girolamo Muziano, Simone Mosca e dagli orvietani Ippolito Scalza e Cesare Nebbia. Sempre nel '500 venne rifatto il pavimento e fu completata la facciata, che due secoli dopo, fu privata dei mosaici più antichi, sostituiti da copie.