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Castello di Bardi - val Ceno

43032 Bardi PR, Italia

by Lara Kipling
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Overview

Arroccato su uno sperone roccioso di diaspro rosso alla confluenza dei torrenti Ceno e Noveglia, il Castello di Bardi domina la vallata nell'omonimo paese in provincia di Parma e fa parte del Circuito dei Castelli del Ducato. Edificato alla fine del IX secolo per proteggere la popolazione dalle invasioni ungare, il Castello viene rimaneggiato più volte nel corso dei secoli. Fu la famiglia dei conti piacentini Landi, proprietari dal XIII al XVII secolo, ad apportare gli ampliamenti più importanti che lo trasformarono da fortezza medievale a dimora rinascimentale. Federico II, ultimo principe della famiglia, lo abbellì con affreschi, una preziosa quadreria con tele di Botticelli e del Parmigianino, soffitti a cassettoni e biblioteca. Passato ai Farnese, duchi di Parma, nel 1862 il maniero divenne un carcere militare e pochi anni dopo venne ceduto all'amministrazione comunale. Il Castello in pietra si sviluppa intorno all'antico Mastio del XIII secolo coronato da beccatelli quadrati, il quale al piano terra ospita una mostra sulla leggenda di Soleste e Moroello, i due giovani amanti protagonisti di una tragica vicenda. Si narra infatti che Soleste, giovane cortigiana, si sia gettata dalla Torre credendo morto in battaglia il suo Moroello, e che il cavaliere giunto poco dopo si sia suicidato per il dolore. Il suo spirito vaga fra le mura dell'antica fortezza, come attesterebbero le fotografie realizzate con una termocamera. Fra gli ambienti visitabili del Castello ricordiamo la Ghiacciaia, il vascone di pietra collegato con una botola alla sovrastante Piazza d'Armi da cui veniva gettata la neve; il Corpo di Guardia, in cui sono esposte riproduzioni di armature, elmi ed armi antiche; le Scuderie, dette Grotte ed i camminamenti di ronda eretti da Manfredo Landi nel XIV secolo, con feritoie da cui si gode una splendida vista sul paesaggio. Da non dimenticare il Cortile del Pozzo, i Granai che ospitano varie mostre, le Segrete con la Sala della Tortura, le Cucine, la Torre dell'Orologio, il Cortile d'Onore a cui si accede da una scalinata seicentesca a due rampe e, all'interno del porticato, la Cappella dei Principi con le insegne di Federico Landi sulla pavimentazione a mosaico. Le Sale dei Principi, con soffitti a cassettoni ornati da fregi monocromi attribuiti a Girolamo Baroni, ospitano il Museo della Civiltà Valligiana, con allestimenti che riproducono gli ambienti casalinghi ed i mestieri tipici della vita contadina in Val Ceno tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo. Sono presenti anche il Museo del Bracconaggio e il Museo degli Alpini "P. Cella".