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Rossese d.o.c.

18035 Dolceacqua IM, Italia

by Lara Kipling
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Overview

l Rossese di Dolceacqua è spesso allevato "ad alberello", come vuole la tradizione mediterranea, così che la chioma della pianta d'estate ombreggi il piede e, quindi la radice, proteggendoli dai raggi del sole delle ore più calde.Le viti sono coltivate in zone impervie, dove tutte le operazioni indispensabili al mantenimento del vitigno sono obbligatoriamente manuali. Alcuni ritengono che l'introduzione della vite in Liguria sia avvenuta per opera degli antichi Greci; altri sostengono che gli Etruschi iniziarono per primi a coltivare la vite nella parte occidentale della regione. Probabilmente hanno ragione entrambi, anche se le colture ad alberello, ancora presenti, testimoniano la traccia significativa lasciata dai coloni ellenici. L'uva impiegata, il ROSSESE, deve essere per almeno il 95% e può essere completata da altre locali cultivar rosse non aromatiche presenti nei vigneti (massimo 5%). La resa massima per ettaro è pari a 90 quintali; in realtà le rese sono più contenute anche perché le viti sono spesso vecchie e quindi meno produttive di quelle giovani. Il Rossese di Dolceacqua è dotato di foglia grande provvista di cinque lobi; il grappolo ha grandezza media a forma troncoconica, alato e mediamente compatto; l'acino è rotondo ed ha colore violaceo scuro, leggermente ceroso. Con le stesse uve è prodotto un altro vino Rossese, quello della Riviera Ligure di Ponente. Le caratteristiche di questo vino, uno dei più apprezzati tra vini liguri, si possono così riassumere: - ha un colore rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento; - odore vinoso intenso ma delicato, persistente con sentori di rosa, di viola e di ribes, in alcune produzioni di fragola; - sapore morbido, caldo, spesso vellutato, più o meno aromatico, con piacevole lieve vena amarognola, dovuta ai tannini, ricco di stoffa e di corpo; - gradazione alcolica minima 12° (13° per il tipo superiore); - acidità minima 4,5‰ - estratto secco minimo 23‰ Il tipo superiore deve affinarsi almeno fino al 1° Novembre dell'anno successivo a quello della vendemmia. L'età ottimale è fra i quattro e gli otto anni d'invecchiamento. E' adatto ad accompagnare piatti di carne in genere e il coniglio in casseruola in particolare. Temperatura di servizio intorno ai 18°.