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Roccia dell'Elefante

07031 Castelsardo SS, Italia

by Lara Kipling
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Overview

La Roccia dell'Elefante è conosciuta anche con il nome di Sa Pedra Pertunta, la roccia traforata, con evidente richiamo alle sue forme particolari. Al suo interno sono state scavate, in tempi successivi e su quote diverse, due domus de janas di epoca neolitica. La tomaba del piano superiore (o tomba II) è priva dell'ingresso che immetteva alle altre tre cellette comunicanti, mentre quella del piano inferiore (o tomba I) si compone di quattro celle, ed era, in origine, preceduta da un breve corridoio a cielo aperto (dromos) di cui restano poche tracce. Quest'ultima è caratterizzata dalla presenza, all'interno di uno dei vani, di corna bovine scolpite nelle pareti. Le protomi bovine, o le semplici corna, che spesso compaiono scolpite nelle pareti delle domus de janas, probabilmente rappresentavano una divinità taurina, un Dio venerato per la sua forza e legato al concetto di rigenerazione che nell'antichità si accompagnava sempre a quello della morte. Oltre all'iconografia dell'elemento maschile (la protome taurina), è importante notare che nel vano della tomba I sono presenti i segni dell'ideologia funeraria prenuragica tesa a riprodurre gli elementi aarchitettonici della casa dei vivi, quasi a significare uno stretto legame di continuità fra l'esistenza terrena e il mondo dei morti. Tutti questi elementi sembrano caratterizzarela la cella come vano cultuale, destinato probabilmente allo svolgimento dei riti funerari dei parenti, mentre i defunti venivano deposti nelle celle successive.