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Kipling Lara

Praga, Repubblica Ceca

14

Apr

2016

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Cattedrale di Santa Maria Annunziata

Via Basilica, 73028 Otranto LE, Italia - 0.67 Km
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La Cattedrale infatti risale alla seconda metà dell’anno 1000, ed è stata costruita su antichi resti di villaggi messapici, romani e paleocristiani. Inoltre ha subito numerosi assalti, è stata più volte distrutta e ricostruita. Un episodio su tutti è certamente l’invasione turca del 1480, durante la quale fu scritta una delle pagine più tristi per la città: all’interno della cattedrale infatti furono massacrati i fedeli e i membri del clero che si rifugiarono fra queste mura per sfuggire all’attacco. Il luogo cristiano fu defraudato e adibito a moschea, e i tesori artistici contenuti andarono distrutti, fino a quando la chiesa e la città tutta venne liberata ad opera degli Aragonesi. Per questi motivi la Cattedrale presenta uno stile originale: la facciata ha una forma a capanna, con un grande rosone centrale, arricchito da sottili trafori di marchio gotico attraversati da 16 raggi convergenti; ci sono due portali, uno maggiore di stile barocco, scortato da due colonne che sorreggono l’architrave, ed uno inferiore aggiunto in un secondo momento e situato sul lato sinistro. Si tratta di elementi voluti dai vari arcivescovi che negli anni si sono susseguiti al comando della diocesi otrantina. La struttura è a pianta basilicale e il suo interno si può godere di uno spettacolo architettonico ed artistico. Spicca immediatamente la classica divisione in tre navate, limitate da file di cinque colonne corinzie collegate l’un l’altra da ampie arcate a doppia ghiera lunata. A impreziosire la navata centrale ed il presbiterio è il bellissimo soffitto a lacunari lignei, con dettagli dorati. Ad arricchire le navate centrali sono invece i dipinti e i sei altari dedicati a sacramenti e simboli cristiani. In fondo alla navata destra si trova poi una delle memorie più toccanti della Cattedrale: la cappella dei Martiri. È una parte della chiesa dedicata al ricordo dello storico sterminio dei Martiri d’Otranto, cioè degli 800 abitanti cristiani che nel 1480 furono massacrati dai turchi per non voler rinnegare la propria fede. Guardando i resti esposti, le ossa, e la ‘pietra del martirio’ sulla quale probabilmente avvennero gli assassini lascia assolutamente senza fiato, e ci riconduce al dolore che le guerre religiose provocano ancora oggi. Vero gioiello dell’interno della Cattedrale è il mosaico pavimentale: un’opera d’arte di assoluto valore, dalla bellezza sbalorditiva e dal grande significato. Il capolavoro realizzato dal monaco Pantaleone e terminato nel 1164, raffigura infatti l’albero della vita, e i passaggi raccontati dall’Antico Testamento, che narrano del cammino che l’uomo svolge per dirimersi dal peccato e cercare la salvezza eterna. ‘Attori’ del mosaico sono quindi Adamo ed Eva, ma anche altri personaggi e numerosi animali, ognuno naturalmente con il proprio carico simbolico. L’opera impreziosisce, con la propria magnificenza, le navate ed il presbiterio. Ben più antica è invece la cripta, costruita nel XI secolo, e che rappresenta una delle parti più interessanti dal punto di vista architettonico dell’intera struttura. Si tratta infatti della più antica delle cripte pugliesi, e la sua importanza è dovuta anche alle considerevoli dimensioni. La particolare conformazione della cripta, divisa in 5 navate e 72 fra colonne e pilastri porta a concludere che essa sia una sorta di miniatura della Mesquita di Cordova e della Moschea Blu di Costantinopoli, ulteriore conferma del miscuglio culturale di cui Otranto è stata da sempre protagonista. Miscuglio culturale, incontro fra popoli, combinazione di diversi stili artistici che nella cappella sotterranea è testimoniato da un altro elemento importante: l’incredibile diversità ed eterogeneità delle 42 colonne su cui essa è costruita. Ognuna di queste, infatti, ha una propria qualità e provenienza di marmo e granito, e diversi capitelli in stile ionico, corinzio, bizantino ed islamico. Inoltre la cripta è accessibile tramite due scalinate situate all’interno cattedrale.

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