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Santuario della Madonna Nera

Via Monsignor Pullano, 98066 Tindari ME, Italia

by Lara Kipling
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Overview

ll Santuario di Tindari si trova in cima ad un altissimo promontorio affacciato sul golfo di Patti, all’interno dell’omonimo comune in provincia di Messina. La spiaggia che si vede dall’alto è conosciuta con il nome di Marinello e ad essa sono legate diverse leggende: una di queste racconta come questo lembo di sabbia si sarebbe formato miracolosamente in seguito alla caduta di una bambina dalla terrazza del santuario, ritrovata poi sana e salva sulla spiaggia appena creatasi per il ritiro del mare. La madre della bimba, una pellegrina che aveva dubitato della forza della Madonna Nera, in seguito al miracoloso evento si sarebbe ricreduta sulla natura miracolosa della Vergine dal carnato scuro. Come potete intuire, mito, arte, cultura e paesaggi da fiaba qui si mescolano insieme. Ma la vera meraviglia è quello che appare a coloro che varcano la soglia del Santuario. I raggi del sole che filtrano dalle colorate vetrate creano un incantevole gioco di luci violacee tutte puntate sul fondo della navata centrale, dove si trova la statua della Madonna Nera. Quella che ora vediamo è una nuova chiesa, edificata intorno al 1950 e sorta sulle basi del vecchio santuario ancora oggi visibile. Molto particolare è anche la statua della Madonna Nera, raffigurata seduta mentre regge il Figlio e con la mano destra protesa al cielo in procinto di dare la sua benedizione. Guardando la corona che porta in testa, una specie di turbante con piccoli arabeschi dorati, si può intuire che è di tipo orientale. Si narra infatti che questa scultura di legno fosse arrivata in Sicilia da un carico di navi di ritorno dall’Oriente. La leggenda racconta che , una nave di ritorno dall'Oriente, tra le altre cose, portava nascosta nella stiva un'Immagine della Madonna perché fosse sottratta alla persecuzione iconoclasta. Mentre la nave solcava le acque del Tirreno, improvvisamente si levò una tempesta e perciò essa fu costretta ad interrompere il viaggio ed a rifugiarsi nella baia del Tindari, oggi Marinello. Quando si calmò la tempesta, i marinai decisero di riprendere il viaggio: levarono l'ancora, inalberarono le vele, cominciarono a remare, ma non riuscirono a spostare la nave. Tentarono, ritentarono, ma essa restava ferma lì, come se fosse incagliata nel porto. Essi allora pensarono di alleggerire il carico, ma , solo quando, tra le altre cose, scaricarono la cassa contenente il venerato Simulacro della Vergine, la nave poté muoversi e riprendere la rotta sulle onde placide del mare rabbonito. Sono sconosciuti i luoghi di provenienza e di destinazione dell'Immagine sacra. Partita la nave che aveva lasciato il carico, i marinai della baia di Tindari si diedero subito da fare per tirare in secco la cassa galleggiante sulla distesa del mare. Fu aperta la cassa e, con grande stupore e soddisfazione di tutti, in essa fu trovata la preziosa Immagine della Vergine. Sorse il problema ove collocare quell'Immagine. Si decise di trasportare il Simulacro della Vergine nel luogo più alto, il più bello, al Tindari, dove già da tempo esisteva una fiorente comunità cristiana.