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Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo

Largo S. Pietro, 1, 87016 Morano Calabro CS, Italia

by Lara Kipling
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Overview

La chiesa, che sorge nella parte alta del paese, nei pressi del Castello, è una delle più antiche di Morano. Risale infatti forse al Mille, anche se vari rifacimenti avvenuti nel corso dei secoli non permettono di individuare gli elementi architettonici più antichi. Il campanile, d'epoca medievale, si presentava inizialmente distaccato dal resto dell'edificio ed è tuttora arretrato rispetto alla chiesa. Risultato dei lavori eseguiti tra il 1822 e il 1886 è invece la cupola a calotta. Lo spazio interno della chiesa, attualmente a tre navate e a croce latina, deve il suo elegante aspetto tardo-barocco, con dichiarati preludi al rococò, agli interventi di fine secolo XVIII. Le opere più antiche custodite in questa chiesa risalgono al XV secolo: testimonianza dei primi anni del Quattrocento è il Fronte di Sarcofago (murato nella parete laterale sinistra della sacrestia), bassorilievo su pietra appartenente alla tomba della famiglia Fasanella, feudataria di Morano dal 1200 alla metà del '400. Di particolare pregio è la Croce processionale d'argento (1445), dono del sacerdote Antonello de Sassone, ascrivibile alla produzione argentaria napoletana. Nelle nicchie laterali dell'altare maggiore ed in quelle dei bracci laterali del transetto sono collocate due coppie di statue marmoree di Pietro Bernini (1562 - 1629), padre del più famoso Gianlorenzo, nonché noto scultore di origine toscana attivo a Napoli tra la fine '500 inizi del '600. La S. Caterina d'alessandria e la S. Lucia originariamente pertinenti alla chiesa degli agostiniani di Colloreto, sono opere del 1592. Il S. Pietro e il S. Paolo, patroni dell'omonima arcipretura moranese, sono invece del 1602. Allo stesso secolo XVII risalgono altre due opere scultoree: la statua lignea della Candelora, che proviene dal convento di Colloreto, è attribuita a Giovan Pietro Cerchiaro, esponente dell'artigianato locale della seconda metà del Seicento; ad autore di cultura napoletana è assegnata invece la statua marmorea di S. Carlo Borromeo. Anche le opere pittoriche custodite in questa chiesa sono di notevole interesse. A Cristofaro Roncalli detto il Pomarancio (1552 - 1626), pittore anche questo di origine toscana, attivo tra Roma e le Marche, si deve il Compianto sul Cristo morto. La pala e altre due tele raffiguranti S. Pietro e S. Paolo (ora nell'abside), costituivano in origine parti integranti di uno stesso polittico sulla cui cornice campeggiava lo stemma dell'Università di Morano. A parte gli altari marmorei che vennero commissionati a Napoli, anche l'arredo ligneo di questa chiesa si deve alla bottega dei Fusco .Il leggio (1793) è opera di Agostino, della bottega di Agostino e Mario è il Pulpito. Il coro, in prezioso stile rococò è il capolavoro di questa famiglia di ebanisti, che ricorre con sapienza e abilità di esecuzione a decori raffinati "á la page" con le novità del rococò europeo. L'opera iniziata da Agostino nel 1792, venne terminata dal figlio Francesco Mario, il quale, insieme a un certo Romualdo Le Rose, ultimò la sedia presbiteriale nel 1805. In alto, nelle piccole cimase, non passano inosservati i medaglioni dipinti che simulano le decorazioni 'a cammeo', tipiche anche queste del mobile "rocaille". In essi sono raffigurati i ritratti degli apostoli, eseguiti da Genesio Galtieri.